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A teatro a Ginevra 1.3.23

L’esilarante smascheramento dell’ipocrisia

L’«ipocrita» Jean-Claude Humbert in giacca di velluto grigio (al centro) durante l’applauso finale della première. (foto: Dirk Langer)
L’«ipocrita» Jean-Claude Humbert in giacca di velluto grigio (al centro) durante l’applauso finale della première. (foto: Dirk Langer)

L’idea di una targa commemorativa
In «Assiettes froides» Jean-Claude interpreta un personaggio comico che ci fa ridere, ma la sua propensione per la scrittura e il teatro ha radici serie: nel 1990 lascia la sua attività di notaio a Ginevra, inizia ad accompagnare le persone malate di AIDS e a scrivere.

«Voyage avec les morts qui dansent» è un racconto che parla di danze macabre, della Grande Peste del 1348 e dell’AIDS. Successivamente inizia a dedicarsi alle opere teatrali e a volte recita anche nelle sue pièce. Le sue opere «Madame Tschaikowsky» e «Don Quichotte et Sancho Panza, l’attente de l’amante absente» sono state portate in scena da artiste e artisti professionisti sui palchi di varie città, tra cui Ginevra e Avignone.

È stato Jean-Claude a richiamare l’attenzione di Network sulla storia di Bartholomé Tecia, che nel 1566 fu annegato nel Rodano all’età di 15 anni perché omosessuale. Dopo aver effettuato delle ricerche nell’archivio del tribunale di Ginevra per scrivere la sua pièce, Jean-Claude ha lanciato l’idea di una targa commemorativa promossa e finanziata da Network. Durante la commemorazione dello scorso anno Jean-Claude ha recitato un monologo di dieci minuti in cui interpretava la domestica ventenne Marie, l’unico personaggio inventato della sua opera. Era una buona amica di Bartholomé e ha detto tutto quello che non era stato riportato nei verbali del caso, ma era possibile leggere tra le righe.

Testo: Silvan Hess
Traduzione: Angelo Caltagirone

 

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