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«L’innovazione ha bisogno di persone che ne comprendano il senso»
Oggi la Distilleria Z’graggen è gestita dalla terza generazione, rappresentata da Alex Z’graggen e da suo cugino Daniel. Con impianti di produzione moderni, nuovi prodotti e processi di qualità ben definiti, stanno portando avanti lo sviluppo dell’azienda di famiglia.
Fin da bambino, l’impresa familiare ha fatto parte della quotidianità di Alex Z’graggen. A tavola si parlava meno dei vicini che di clienti, ristoranti o nuove idee per la distilleria. Eppure, per molto tempo non è stato affatto scontato che un giorno vi sarebbe entrato anche lui.
Dopo gli studi in economia aziendale, ha iniziato la propria carriera nel settore dei beni di consumo. Gli stage presso Lindt & Sprüngli e Carlsberg, così come un’esperienza professionale da Beiersdorf, gli hanno permesso di conoscere da vicino grandi aziende internazionali. «Mi affascinavano i prodotti che accompagnano le persone nella vita quotidiana e che sono sostenuti da marchi forti».
Con il tempo, tuttavia, si è reso conto dei limiti delle grandi aziende. «Si dipende molto dai propri superiori. A ogni cambio di direzione, spesso cambiano anche la strategia e le priorità». Cresceva così in lui il desiderio di poter lavorare a lungo termine sulle proprie idee e di plasmare in prima persona lo sviluppo dell’azienda.
Due cugini rilevano l’azienda
Nel 2021 Alex e suo cugino Daniel hanno rilevato la distilleria nell’ambito del passaggio generazionale. Oggi detengono ciascuno il 50 per cento dell’azienda.
All’inizio nemmeno loro sapevano se la collaborazione avrebbe funzionato. Erano cresciuti nello stesso paese, maturando però esperienze professionali differenti. «Ci siamo detti: proviamoci. Se dopo due anni non funziona, dovremo essere sinceri l’uno con l’altro».
Oggi, cinque anni dopo, la collaborazione funziona meglio che mai. Proprio le loro esperienze diverse rappresentano un punto di forza. Daniel porta con sé ampie competenze nel settore alimentare e vinicolo, mentre Alex contribuisce con la propria esperienza nel marketing e nell’industria dei beni di consumo.
Le divergenze di opinione fanno naturalmente parte del loro rapporto. «Quando non siamo d’accordo, spesso ci dormiamo sopra una notte. Il giorno dopo troviamo quasi sempre un compromesso». L’aspetto decisivo è che, alla fine, entrambi sostengano la decisione presa. «Tra noi non c’è mai stato un “te l’avevo detto”».
Per Alex, innovare non significa cambiare il maggior numero possibile di cose. Si tratta piuttosto di sviluppare con attenzione un’azienda familiare cresciuta nel corso delle generazioni. Tra i progetti più importanti degli ultimi anni figura l’introduzione di un sistema completo di gestione della qualità. «Abbiamo riorganizzato completamente i nostri processi e portato la sicurezza alimentare a un nuovo livello». Oggi, soprattutto i grandi clienti, pongono requisiti molto elevati ai propri fornitori.
Anche sul piano tecnico sono cambiate molte cose. Solo di recente la distilleria ha messo in funzione un nuovo impianto di distillazione, considerato tra i più moderni d’Europa. Il fatto che i collaboratori abbiano sostenuto questi cambiamenti non sorprende Alex. «Quando le persone capiscono perché si cambia qualcosa, la resistenza di solito scompare». È fondamentale spiegare il senso di un’innovazione. «In questo modo coinvolgiamo i collaboratori nel processo».
«Oggi l’alcol viene spesso demonizzato»
Non cambia soltanto la distilleria: anche il mercato è in evoluzione. Il consumo di alcol diminuisce e gli alcolici sono sempre più spesso oggetto di critiche.
«Oggi l’alcol viene spesso demonizzato», afferma Alex. Allo stesso tempo osserva un cambiamento nelle abitudini di consumo. Al posto dei distillati ad alta gradazione, sono sempre più richiesti aperitivi più leggeri e nuove forme di consumo.
La distilleria risponde a questa tendenza con nuovi prodotti come il «Wild Apero», un aperitivo a base di vino realizzato esclusivamente con ingredienti del Canton Svitto e con una gradazione alcolica sensibilmente inferiore. Inoltre, l’azienda pubblica regolarmente sul proprio sito nuove idee per cocktail e ricette.
Alex esclude invece un ingresso nel mercato dei distillati analcolici. «Non corrisponde alla nostra competenza principale.» Il processo di produzione è profondamente diverso da quello dei distillati classici. «Vogliamo concentrarci su ciò che sappiamo fare davvero bene».
Alex ha conosciuto network grazie alla raccomandazione di un amico. Già al primo evento del gruppo regionale della Svizzera centrale si è sentito subito benvenuto.
«Mi colpisce l’apertura con cui le persone si rapportano tra loro», afferma. Apprezza in particolare lo scambio con professionisti provenienti da settori molto diversi. «Dopo un evento di network torno sempre a casa con una bella sensazione».
Soprattutto per un imprenditore, questo tipo di confronto è prezioso. «Fa bene parlare con persone che conoscono sfide simili e condividono apertamente le proprie esperienze».