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Elezioni 2023 7.11.23

Elezioni 2023: network mantiene un posto nel Palazzo federale

Hans-Peter Portmann
Il socio di network Hans-Peter Portmann mantiene il seggio nel Palazzo federale (Foto: Instagram/hpportmann; Unsplash/Andreas Fischinger)

Nella persona di Hans-Peter Portmann, già consigliere nazionale, network continua a essere rappresentata in seno alle autorità federali. Bernhard Pulver, invece, candidato al Consiglio degli Stati, non è stato eletto per poco.

Assumersi responsabilità fa parte delle linee guida di network e dell’identità stessa dell’associazione. Questo vale anche per la responsabilità politica: ben 13 soci, infatti, si sono candidati alle elezioni del 22 ottobre. Purtroppo, alla fine, solo un socio di network è riuscito a conquistare un seggio nel Palazzo federale. Hans-Peter Portmann, del PLR, è stato rieletto consigliere nazionale di Zurigo senza troppe difficoltà.

«Sono molto felice dell’ottimo risultato elettorale», ha scritto su X (ex Twitter) il politico, socio di network di lunga data. Consigliere nazionale dal 2014, fa parte della Commissione della politica estera e della delegazione parlamentare sull’UE/AELS.

I seggi non si comprano
Abbiamo chiesto ad Hans-Peter quali sono stati i fattori decisivi che hanno spinto così tanti elettori a dargli nuovamente fiducia. «Ritengo che la maggior parte dei voti dipenda ancora oggi dall’impegno che una persona dimostra negli anni nel suo ruolo pubblico. Anche dopo queste elezioni, possiamo confermare che fortunatamente i seggi parlamentari non si comprano con il denaro».

I temi cari alla comunità LGBTI troveranno spazio anche nel nuovo Parlamento, come ci spiega Hans-Peter. Gli equilibri di maggioranza in Parlamento, per quanto riguarda le tematiche sociali liberali, sono rimasti inalterati. «Continueremo ad avere buone possibilità per promuovere le istanze delle minoranze. Tuttavia, dato l’ingresso in Parlamento di alcuni volti ultraconservatori, assisteremo sicuramente a un aumento delle dichiarazioni discriminatorie».

In pole position a Lucerna
Il socio di network Stephan Schärli, invece, ha mancato di poco l’obiettivo. Candidato a Lucerna per l’Alleanza del Centro, si è fermato a un deludente quarto posto. Deludente, perché al partito del centro spettano tre seggi nel Consiglio nazionale. Stephan, in un video postato su X, ha comunque espresso soddisfazione per il risultato, ringraziando gli elettori per il sostegno. Il quarto posto gli lascia comunque aperta un’opportunità, perché, qualora si liberasse un seggio, potrebbe subentrare.

Anche il socio di network bernese Bernhard Pulver, candidato al Consiglio degli Stati con i Verdi, si è piazzato giusto alle spalle dei due eletti. Nonostante si sia parlato a lungo di un secondo scrutinio, in seguito al ritiro di numerosi candidati, anche Bernhard ha annunciato di non voler correre per il secondo turno. Sono stati dunque eletti tacitamente Werner Salzmann (UDC) e Flavia Wasserfallen (PS).

«La campagna elettorale è stata avvincente»
Bernhard afferma che sarebbe stato molto difficile colmare il divario di 60.000 voti che lo separava da Salzmann. Per presentarsi in due e in modo determinato sarebbe servito il pieno appoggio del PS, e comunque con scarse probabilità di successo.

Bernhard non si dichiara tuttavia «affatto deluso», ma anzi soddisfatto dei quasi 100 000 voti ottenuti. «Continuo il mio percorso interessante e devo dire che la campagna elettorale è stata avvincente. Mi sarebbe piaciuto entrare nel Consiglio degli Stati, ma il popolo ha chiaramente visto in Flavia Wasserfallen la persona giusta per rappresentarlo. Finora si è sempre impegnata per gli interessi della comunità queer e continuerà senz’altro a farlo anche in futuro».

Un tono preoccupante
Nonostante lo spostamento a destra, Bernhard non crede che il nuovo Parlamento possa mettere in discussione le conquiste ottenute della comunità LGBTI sul piano giuridico. «Ma sono davvero preoccupato per il tono del dibattito politico e per la tendenza da parte di singoli parlamentari dell’UDC a soffiare sul fuoco con i loro tweet, tanto da alimentare la propensione alla violenza negli ambienti intolleranti. Noi persone queer saremo le prime vittime di questo inasprimento del clima politico».

Negli ultimi anni, gli ambienti di destra si sono concentrati su tematiche come «gender» e «wokeness» sperando di trarre vantaggio da questo scontro culturale. Ciò sta lentamente ma costantemente influenzando la società, e il timore di Bernhard è che peggiori gradualmente il modo di affrontare le questioni relative alle persone LGBTI. Auspica pertanto che network si adoperi sempre più per contrastare tale tendenza.

Meno motivazione
Anche Andy Künzler, responsabile della Commissione politica di network, non crede che i progressi già compiuti siano a rischio. «I disegni di legge promossi negli ultimi anni sono stati accolti persino nel Consiglio degli Stati, tendenzialmente più conservatore. Due proposte (il matrimonio per tutti e l’estensione del divieto di discriminazione) hanno addirittura incontrato il chiaro consenso alle urne del popolo svizzero». Molti consiglieri nazionali dell’ambiente borghese erano persino pronti ad accogliere la mozione della Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale per il divieto delle «terapie di conversione».

Ma Andy immagina che ora le cose procederanno ancora più lentamente. Questo perché un Parlamento più conservatore è meno motivato a trattare le tematiche queer. «A maggior ragione, dobbiamo continuare a promuovere le istanze queer nel dibattito politico».

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