Nonostante il netto risultato della votazione popolare, si fa ancora troppo poco per prevenire la violenza contro le minoranze sessuali. Una petizione chiede al Consiglio federale di intervenire. Per firmare c’è tempo fino al 9 marzo.
Il comitato di voto «Matrimonio civile per tutti» sta lavorando dietro le quinte: molto probabilmente si arriverà alla votazione ancora entro l’anno. Daniel Stolz informa in merito a un cambiamento nel comitato, al budget e alle donazioni.
Non solo Network, ma tutta la comunità queer è ben rappresentata nel consiglio comunale e nel consiglio cittadino di Zurigo. Marco Denoth (PS) ci parla delle sue mozioni a favore della comunità queer e dei vantaggi e degli svantaggi derivanti dal far parte di una minoranza fortemente rappresentata.
Forse già tra un anno le prime coppie dello stesso sesso potranno convolare a «giuste» nozze. Gli ostacoli parlamentari sono stati superati. Daniel Stolz ci spiega quindi cosa succederà adesso.
Il comitato del premio Network ha accettato le candidature per il primo premio fino al 30 novembre. Quindi, tra le oltre 20 proposte ricevute, ha selezionato i quattro nomi che adesso saranno sottoposti al giudizio dei soci.
L’organizzazione Pink Cross combatte a fianco di Network e di altre associazioni LGBTIQ per il matrimonio civile per tutti. Questo mese presentiamo l’organizzazione mantello per gli uomini gay e bisessuali.
A febbraio la Regenbogenhaus (letteralmente «casa arcobaleno») prende possesso dei suoi locali ancora allo stato grezzo e dà il via alle finiture interne. Per completare il progetto mancavano ancora 100 000 franchi. Ma ora sono stati raccolti attraverso il crowdfunding all’interno della comunità.
Le associazioni LGBTI svizzere si impegnano insieme per il matrimonio civile per tutti. Dopo WyberNet presentiamo la Federazione Famiglie Arcobaleno. Anch’essa si impegna fermamente per la parità dei diritti della comunità LGBTI.
Il 9 ottobre si è tenuta a Ginevra l’ormai tradizionale commemorazione di Bartholomé Tecia. 454 anni fa, questo adolescente veniva condannato a morte per annegamento a causa della sua omosessualità. Se lui e tutte le altre vittime di discriminazione da parte dello Stato vengono ricordati ogni anno è anche merito di Network.
Il 14 ottobre davanti al Palazzo Federale un gruppo di manifestanti si è riunito per rivendicare pari diritti per le coppie dello stesso sesso. L’agenda del Consiglio degli Stati, però, prevede tempi più lunghi. L’indignazione è comprensibile, ma purtroppo non porta a molto, come spiega Daniel Stolz.